Tagliare le emissioni senza distruggere l’agricoltura: missione (im)possibile?

Irene Maccarone, Fabio Gaetano Santeramo*.

Il settore AFOLU-acronimo che sta per Agricoltura, Foreste e Altri Usi del Suolo-è un gigante silenzioso dell’emergenza climatica: da solo, è responsabile di circa il 22% delle emissioni globali di gas serra. Non si tratta solo di un numero, ma del risultato concreto di potenziali attività come, l’allevamento intensivo (soprattutto di ruminanti), la conversione ad uso agricolo di terreni boschivi, e di pratiche agricole non sostenibili, quali, ad esempio, l’(ab)uso di fertilizzanti e pesticidi di sintesi chimica. I prodotti che arrivano sulla nostra tavola possono avere un impatto ambientale che non dovremmo ignorare.

Negli ultimi decenni le politiche agroalimentari si sono concentrate prevalentemente su obiettivi economici e sociali. Produttività da aumentare, redditi agricoli da sostenere, sicurezza alimentare da garantire. Oggi il ruolo che il settore agroalimentare è chiamato a ricoprire, almeno in Europa, è ben diverso e l’attenzione nei confronti della protezione dell’ambiente è uno dei punti cardini dell’agenda politica, tuttavia molto eterogenea e disorganica.

Come agire? Quali strumenti mostrano la maggior efficacia? Su quali politiche occorre concentrarsi?

Un recente articolo (Maccarone e Santeramo, 2025), sintetizza gli studi di impatto (ex-post) delle politiche attuate in agricoltura. Gli strumenti politici sono classificati in due categorie: misure di mercato (sussidi, tasse sul carbonio, sistemi di scambio delle emissioni) e misure non di mercato (aree protette, pagamenti per servizi ambientali, pratiche di gestione forestale sostenibile). Gli strumenti di mercato mostrano un’efficacia piuttosto modesta, con riduzioni di emissioni attestate fra l’1% e il 9%.

A cosa è dovuta questa efficacia limitata? Per un’azienda agricola o zootecnica può essere molto più semplice (ed economicamente vantaggioso) pagare una tassa sul carbonio che affrontare i costi di una riconversione del proprio modello produttivo (Pretis, 2022). Quando il prezzo da pagare è più basso del prezzo del cambiamento, il cambiamento non avviene. Il sistema resta fermo, a discapito dell’impatto ambientale.

Il quadro cambia sensibilmente quando si passa agli strumenti non basati sul mercato. Le aree protette, in particolare, si dimostrano tra le misure più efficaci: secondo le stime, possono contribuire a tagliare le emissioni fino al 60%. Il dato conferma quanto emerso da uno studio parallelo condotto dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Le restrizioni vincolanti che caratterizzano le aree protette, come il divieto di deforestazione o l’impedimento all’uso intensivo del suolo, riducono drasticamente le attività più dannose per l’ambiente. Anche gli strumenti di natura volontaria, come i pagamenti per servizi ambientali e la gestione forestale sostenibile, mostrano risultati concreti. In particolare, sono efficaci nel favorire il passaggio da superfici agricole a superfici forestali, con un effetto positivo a catena: più alberi, più carbonio assorbito, meno emissioni.

In sintesi, per ridurre in modo significativo l’impatto ambientale del settore agricolo e forestale, è fondamentale partire dall’analisi delle politiche attualmente in vigore. Comprendere l’efficacia degli strumenti a disposizione è la chiave per individuare quali strategie producono risultati consistenti, così da orientare gli sforzi dei decisori politici e far leva sui fondamentali del mercato, con regolamentazioni e incentivi.

*Autori: Irene Maccarone1, Fabio Gaetano Santeramo1,2. 1University of Foggia, Italy, 2European University Institute, Italy

Articoli citati:

Lee, L., & Ignaciuk, A. (2025). Mitigating climate change in the agriculture, forestry and other land use (AFOLU) sectors: A literature review on policy effectiveness. OECD Food, Agriculture and Fisheries Papers, (221).

Maccarone, I., & Santeramo, F. G. (2025). Science-based evidence on agricultural policies to mitigate GHG emissions. Agriculture & Food Security, 14(1), 42. Open Access https://link.springer.com/article/10.1186/s40066-025-00552-1

Pretis, F. (2022). Does a carbon tax reduce CO2 emissions? Evidence from British Columbia. Environmental and Resource Economics, 83(1), 115-144.

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About Robert Finger

I am professor of Agricultural Economics and Policy at ETH Zurich. Group Website: www.aecp.ethz.ch. Private Website: https://sites.google.com/view/fingerrobert/home