Martina Bozzola, Emilia Lamonaca, Fabio Gaetano Santeramo*
L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite identifica il commercio internazionale quale possibile motore della crescita economica e mezzo per ridurre la povertà. Secondo la teoria economica del vantaggio comparato sviluppata dall’economista britannico David Ricardo il commercio internazionale può contribuire ad aumentare il tenore di vita dei Paesi che partecipano agli scambi: ciascun Paese si specializza nella produzione di beni per cui possiede un vantaggio comparato, che scambia con altri beni per cui non ha tale vantaggio. Un paese ha un vantaggio comparato nella produzione di un bene se il costo-opportunità della produzione di quel bene in termini di altri beni è minore in quel paese che in altri. Le condizioni climatiche sono uno dei fattori in grado di determinare i vantaggi comparati dei Paesi e generare quindi opportunità commerciali, soprattutto per il settore agroalimentare. Paesi con condizioni climatiche diverse tendono a specializzarsi in produzioni agroalimentari diverse, migliorando i benefici dello scambio.
Il commercio internazionale, spostando l’eccesso di offerta di prodotti agroalimentari in regioni deficitarie, può costituire una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici. In un recente studio, Bozzola, Lamonaca e Santeramo (2023) hanno analizzato la relazione tra cambiamenti climatici e commercio agroalimentare. Lo studio sostiene che il cambiamento climatico, alterando i vantaggi comparati, influenza la capacità di esportazione dei Paesi e le relazioni commerciali a livello bilaterale. Un aumento nel livello di temperature e precipitazioni migliora la capacità di esportazione di prodotti agroalimentari dei Paesi. Quanto più ampie sono le differenze climatiche tra partner commerciali, tanto maggiore sarà lo scambio di prodotti agroalimentari tra loro.
Consideriamo a titolo di esempio tre Paesi, Italia, Spagna e Svizzera, e due beni, agrumi e formaggi duri. Il clima mediterraneo che caratterizza l’Italia e la Spagna agevola la produzione di agrumi. Il clima e la topografia della Svizzera sono ideali per la produzione di foraggio grezzo, che favorisce il settore lattiero-caseario. Gli scambi commerciali saranno relativamente minori tra Italia e Spagna e maggiori tra i due Paesi europei e la Svizzera. Questo è ovviamente un esempio, basato sull’ipotesi semplificativa che altre determinanti del commercio tra questi Paesi non entrino in gioco. Le differenze climatiche tra partner commerciali potrebbero dunque generare occasioni di scambio. Di recente, Lamonaca, Bozzola e Santeramo (2024) hanno definito “distanza climatica” le differenze climatiche tra partner commerciali e proposto un’analisi sulla relazione tra distanza climatica tra due Paesi e gli scambi commerciali tra loro. Lo studio dimostra che i cambiamenti nella distanza climatica tra Paesi possono generare cambiamenti nel commercio bilaterale. Quanto più le condizioni climatiche dei partner commerciali divergono nel tempo, tanto maggiori saranno i loro scambi commerciali. La produttività è uno dei principali meccanismi tramite cui la distanza climatica influenza il commercio nel settore agroalimentare: condizioni climatiche simili riducono le differenze nei vantaggi comparati dei Paesi.
Questi studi aggiungono ulteriori evidenze sull’importanza di meglio comprendere come i cambiamenti climatici in atto possano influire sugli scambi commerciali e quali politiche possano essere messe in atto per contrastare effetti indesiderati di tali cambiamenti. Rafforzare le relazioni commerciali con partner con un clima diverso dal proprio potrebbe rivelarsi una strategia di adattamento al cambiamento climatico. Nessuna politica di adattamento ai cambiamenti climatici potrà comunque sostituire, ma piuttosto affiancare, seri impegni per prevenire e ridurre l’emissione di gas a effetto serra nell’atmosfera per rendere meno gravi gli impatti dei cambiamenti climatici. Il commercio internazionale ha un ruolo da giocare anche su questo aspetto.
Articoli citati:
Bozzola M., Lamonaca, E., Santeramo, F.G. (2023). Impacts of climate change on global agri-food trade. Ecological Indicators, 154 [110680].
Lamonaca, E., Bozzola, M., Santeramo, F.G. (2024). Climate distance and bilateral trade. Economics Letters, 237 [111624].
Ricardo, D. (1817). On the Principles of Political Economy and Taxation (John Murray, London). In: The Works and Correspondence of David Ricardo (Sraffa, P., Ed.). Vol. 1, Cambridge University Press, Cambridge, 1951.
*Blog’s Authors (in alphabetical order): Bozzola Martina, Queen’s University Belfast (UK), Lamonaca Emilia, University of Foggia (IT), Santeramo Fabio Gaetano, University of Foggia ed European University Institute (IT)