La stabilità nel tempo dell’avversione al rischio: esempi dal settore cereagricolo Italiano

Martina Bozzola & Robert Finger*

La maggior parte delle decisioni prese dagli agricoltori vengono formulate in condizioni d’incertezza e sono soggette a varie forme di rischio (climatico, istituzionale ecc.). L’atteggiamento degli agricoltori rispetto a tali rischi può essere di avversione, neutralità o propensione. A loro volta, queste caratteristiche comportamentali influenzano importanti decisioni, per esempio su come mitigare gli impatti negativi dei cambiamenti climatici (investendo o no in sistemi d’irrigazione più efficienti, sottoscrivendo o no contratti assicurativi contro le perdite dovute al maltempo ecc.) o come adattare le proprie strategie produttive in risposta a nuove politiche agricole. 

L’avversione al e la percezione del rischio sono aspetti molto importanti sia nel campo della ricerca accademica che per le persone responsabili di formulare ed implementare politiche riguardanti il settore agricolo. Poiché questi aspetti non sono osservabili e molto difficili da misurare, un’ipotesi semplificativa spesso fatta in letteratura è che l’avversione al rischio rimanga stabile nel tempo. Alcuni studi nelle scienze economiche hanno mostrato che le persone sopravvissute ad eventi naturali estremi come un terremoto o un’alluvione, o ad esperienze traumatiche come una guerra civile, possano aver cambiato nel tempo la loro propensione al rischio (vedere, per esempio Kahsay and Osberghaus, 2018 and Hanaoka, Shigeoka and Watanabe, 2018). Ricerche condotte dopo l’insorgere della crisi finanziaria del 2008 hanno concluso che uno shock negativo possa indurre un aumento dell’avversione al rischio della popolazione in un arco di tempo relativamente breve. Uno di questi studi è stato proprio condotto in Italia da Guiso, Sapienza and Zingales (2018). Nonostante le condizioni di rischio ed incertezza siano particolarmente accentuate nel settore agricolo, l’applicazione di questi studi in tale settore rimane limitata. Una recente pubblicazione (Bozzola and Finger, 2020) colma in parte questa lacuna con un’analisi econometrica basata su dati secondari sull’attività delle aziende cereagricole Italiane per il ventennio 1989 – 2009. In particolare, gli autori studiano se vi siano indicazioni che l’avversità al rischio degli agricoltori possa essere cambiata a seguito di riforme maggiori della Politica Agricola Comunitaria (PAC), quali la riforma McSharry dei primi anni 90 o la successiva riforma Fischler, e dopo grandi shock climatici, come le siccità del 2003 e del 2007.

I risultati ottenuti in questo studio suggeriscono che gli agricoltori italiani specializzati nella produzione dei cereali siano per lo più avversi al rischio, ma che tale avversione possa variare nel tempo. L’incertezza causata dalle continue e complesse riforme delle politiche agricole degli anni 90 ed inizio 2000 potrebbe aver causato un aumento dell’avversione al rischio, nonostante studi precedenti abbiamo mostrato che nel tempo le politiche disegnate per stabilizzare il reddito degli agricoltori Europei abbiano causato atteggiamenti di neutralità, o addirittura una maggiore propensione, al rischio (Koundouri, Laukkane and Myyra, 2009).

Una recente pubblicazione (Bozzola and Finger, 2020) colma in parte questa lacuna con un’analisi econometrica basata su dati secondari sull’attività delle aziende cereagricole Italiane per il ventennio 1989 – 2009. In breve, lo studio di Bozzola e Finger (2020) segnala che con l’introduzione di nuove riforme della PAC l’avversione al rischio sembri aumentare, ma questo effetto si riduce nel tempo.

I risultati suggeriscono inoltre che anche gli shock di tipo climatico possano aver causato instabilità nell’avversione al rischio degli agricoltori Italiani, soprattutto per quanto riguarda l’avversione alla variabilità dei profitti, mentre i coefficienti di avversione verso eventi estremi (per esempio perdite molto significative della produzione agricola) sono rimasti più stabili nel tempo.

Queste conclusioni evidenziano la necessità di approfondire la conoscenza di come shock di vario tipo, influenzando l’avversione al rischio degli agricoltori, determinino anche le loro scelte e comportamenti e quindi anche le loro risposte a nuove politiche. Queste analisi sono particolarmente importanti vista l’incidenza sempre maggiore dei cambiamenti climatici nell’agricoltura Europea (vedi per esempio Bozzola et al., 2018) e per aumentare la nostra comprensione del ruolo e della potenziale efficacia degli strumenti di mitigazione del rischio, come le assicurazioni e lo strumento di Stabilizzazione del Reddito (IST) (El Benni, Finger and Meuwissen 2016; Severini, Biagini, Finger, 2018). L’efficacia ed il successo di tali strumenti e di nuove riforme della PAC, come quella attualmente discussa per il periodo 2021-2027, dipendono in larga parte proprio dalla capacità di capire, nella fase di sviluppo di tali strumenti, variabili come l’avversione verso varie forme di rischio da parte dei soggetti coinvolti (Iyer et al., 2020).

Bibliografia

Bozzola, M. and Finger, R. 2020. Stability of risk attitude, agricultural policies and production shocks: evidence from Italy, European Review of Agricultural Economics, Forthcoming jbaa021.  https://doi.org/10.1093/erae/jbaa021 (open access)

Bozzola, M., Massetti, E., Mendelsohn R., and Capitanio F. (2018). A Ricardian analysis of the impact of climate change on Italian agriculture. European Review of Agricultural Economics 45(1): 57-79. https://doi.org/10.1093/erae/jbx023

El Benni, N., Finger, R., Meuwissen, M., (2016). Potential effects of the Income Stabilization Tool (IST) in Swiss agriculture. European Review of Agricultural Economics 43(3): 475-502 https://doi.org/10.1093/erae/jbv023

Guiso, L., Sapienza, P., Zingales, L. (2018). Time varying risk aversion. Journal of Financial Economics 28(3): 403-421.

Hanaoka, C., Shigeoka H., Watanabe Y. (2018). Do risk preferences change? Evidence from the Great East Japan Earthquake. American Economic Journal: Applied Economics 10(2): 298-330.

Iyer, P., Bozzola, M., Hirsch, S., Meraner, M., Finger, R. (2020). Measuring farmer risk preferences in Europe: a systematic review. Journal of Agricultural Economics 71(1): 3-26. https://doi.org/10.1111/1477-9552.12325

Blog: https://agrarpolitik-blog.com/2019/03/29/le-preferenze-per-il-rischio-nel-settore-agricolo-europeo-unanalisi-sistematica-della-letteratura/

Kahsay, G. A., Osberghaus, D. (2018). Storm damage and risk preferences: panel evidence from Germany. Environmental and Resource Economics 71: 301-318.

Koundouri, P., Laukkanen, M. and Myyra S. (2009). The effects of EU agricultural policy changes on farmers’ risk attitudes. European Review of Agricultural Economics 36(1): 53-77.

Severini, S., Biagini, L., Finger, R. (2018). Modelling Agricultural Risk Management Policies – The Implementation of the Income Stabilization Tool in Italy. Journal of Policy Modeling. 41: 140-155. https://doi.org/10.1016/j.jpolmod.2018.03.003

*Martina Bozzola lavora presso la Queen’s University Belfast (UK) e all’Università delle Scienze Applicate di Zurigo (CH); Robert Finger lavora al Politecnico di Zurigo (CH). Contatto: m.bozzola@qub.ac.uk      

Questa pubblicazione è un contributo al progetto Europeo SURE-Farm „Towards SUstainable and REsilient EU FARMing systems“, nell’ambito del programma UE Horizon 2020. Sito web del progetto: https://surefarmproject.eu

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About Robert Finger

I am Agricultural Economist and head of the Agricultural Economics and Policy Group at ETH Zurich www.aecp.ethz.ch